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	<title>Rafting Marmore &#187; Approfondimenti</title>
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	<description>Rafting Hydrospeed Torrentismo Canoa Team Building - a meno di un'ora da Roma</description>
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		<title>La sicurezza sul fiume: tecniche di salvamento</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 11:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Protezione Civile]]></category>
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		<description><![CDATA[Come noto la sicurezza e l&#8217;apprendimento delle relative tecniche di salvamento per un praticante gli sport fluviali è elemento indispensabile che deve crescere di pari passo con la maestria nell’uso della pagaia e l’abilità di percorrere rapide sempre più tecniche ed impegnative.. Ma così come avviene per la sicurezza in altre discipline sportive, e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-539" title="img_2609" src="http://www.raftingmarmore.com/wp-content/uploads/2009/04/img_2609-300x224.jpg" alt="img_2609" width="300" height="224" />Come noto la sicurezza e l&#8217;apprendimento delle relative tecniche di salvamento per un praticante gli sport fluviali è elemento indispensabile che deve crescere di pari passo con la maestria nell’uso della pagaia e l’abilità di percorrere rapide sempre più tecniche ed impegnative..<br />
Ma così come avviene per la sicurezza in altre discipline sportive, e come in generale è regolamentata la sicurezza nel mondo del lavoro, la materia non può essere trattata con improvvisazioni e personalismi.<br />
Le regole, le leggi, affinchè siano efficaci, devono essere condivise nella consapevolezza che diventino davvero uno strumento efficace a vantaggio della collettività e a tutela dei singoli cittadini. Compito questo dello Stato e sancito nella Costituzione.</p>
<p>La creazione di standard di riferimento sulla gestione della sicurezza da condividere a livello internazionale è un obiettivo assai lontano perchè il valore della vita umana non è lo stesso nei vari paesi. Si pensi ad esempio all&#8217;assenza totale di regole di tutela dei lavoratori nel Sud del Mondo.<br />
Tuttavia in alcuni settori si sono fatti notevoli passi avanti per sviluppare degli standard di riferimento efficaci cui adeguarsi in modo uniforme nei vari paesi.<br />
Tanto per fare un esempio si pensi allo standard delle tecniche di sostegno delle funzioni vitali e di rianimazione in ambito extraospedaliero. Procedure quali il BLS-D ( Basic Life Support &#8211; early Defibrillation) o il PTC (Pre-hospital Trauma Care) , pratici riferimenti da diffondere il più possibile tra il personale sanitario e laico perchè riconosciuti quali strumenti indispensabili per far crescere la sicurezza dei cittadini che subiscono un emergenza cardiologica, un trauma grave o eventi nefasti di altra natura in cui il fattore tempo è talmente cruciale da imporre un coinvolgimento attivo da parte della collettività.</p>
<p>Anche nell&#8217;ambito della sicurezza degli sport fluviali sappiamo bene quanto la sicurezza di un gruppo si fonda sulla preparazione atletica e tecnica degli stessi, ma moltissimo sull&#8217;affiatamento e possibilità di affidarsi all’altro all’interno del gruppo. Gli incidenti subiti o quelli cui si è assistito, in qualità di soccorritore o di semplice testimone, hanno nella loro drammaticità la potenzialità di far sviluppare competenze ed esperienze che in altro modo non potrebbero mai strutturarsi.<br />
Per questo è importante che vengano registrati e analizzati a posteriori con franchezza e onestà e che determinati scenari vengano poi simulati al fine di sviluppare nuove soluzioni da adottare in futuro in simili condizioni.<br />
Una persona che si assume la responsabilità di condurre un gruppo o anche un singolo canoista in un fiume, o di insegnare l&#8217;arte di andare sull&#8217;acqua mossa, deve essere cosciente che l’improvvisazione può essere assai pericolosa e che la figura dell’istruttore, maestro o guida che sia, si struttura solo attraverso delle tappe che richiedono tempo, passione, dedizione e senso di responsabilità.</p>
<p>Per la sicurezza fluviale e alluvionale senza ogni ombra di dubbio il paese che più di ogni altro ha investito risorse e sviluppato linee guida e codici di riferimento efficaci sono gli USA. Un paese in cui il cittadino che si mette a disposizione per svolgere un iter formativo serio per diventare soccoritore volontario viene poi riconosciuto dallo Stato e strutturato con pari dignità a fianco dei soccorritori professionisti, i Vigili del Fuoco, seguendo quello che in Nord America, Canada incluso, è lo standard NFPA (National Fire Protection Association) n. 1670 specifico per il soccorso in acqua..<img class="alignright size-medium wp-image-535" title="dsc_8452" src="http://www.raftingmarmore.com/wp-content/uploads/2009/04/dsc_8452-300x199.jpg" alt="dsc_8452" width="300" height="199" /><br />
Uno standard che viene assolutamente soddisfatto dai tecnici del soccorso brevettati dalla Rescue 3 International, la più importante organizzazione per soccorso fluviale e alluvionale esistente al Mondo e che negli ultimi vent’anni è riuscita ad espendersi dagli USA in molti altri paesi : Canada, Svizzera, Inghilterra, Zaire, Zimbabwe, Australia, Costa Rica, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Nepal, e tra poco diventerà lo standard di riferimento a livello europeo.</p>
<p>Chi ha partecipato nell’ottobre del 2006 a Papigno ( Terni), al Wild Water World e al relativo convegno sulla sicurezza in acqua ha potuto constatare l’esigenza emersa nella discussione di dover far crescre qualcosa di nuovo e più strutturato nel nostro paese anche nell&#8217;ottica di investire risorse nel settore del volontariato cui dare poi la giusta dignità e riconoscimento così come già è avvenuto nel settore del soccorso in montagna ma questo in un ottica di condivisone, di sinergia non di competizione.<br />
L’incremento poi di eventi alluvionali negli ultimi anni impongono che questo avvenga presto e bene.</p>
<p>Da qui è nata l&#8217;esigenza di espandere in Italia lo standard Rescue 3 International anche al di fuori del settore del soccorso fluviale e questo tramite un aumento del numero degli istruttori disponibili.<br />
Da aprile scorso a Davide Alemanni, istruttore e prestigioso promotore fin dal 1999 dello standard Rescue 3 in Italia, si sono affiancati altri sei nuovi istruttori: Umberto Galli, Giovanni Lancellotti, Vincenzo Minenna, Pietro Geraci, Paolo Formichetti ed il sottoscritto cui è stato affidato l&#8217;incario di agente Rescue 3 International per l&#8217;Italia.<br />
Il corso di abilitazione per i nuovi istruttori è stato svolto da Walter Bucher, responsabile della Rescue 3 International per il Canada.</p>
<p>La filosofia dei corsi Rescue 3 è quella della semplicità ed efficacia in modo che le tecniche possano essere adattate in diversi contesti ambientali e quindi condivisibili sia da personale professionale che da volontari o semplici praticanti gli sport fluviali.<br />
Il segreto del sistema Rescue 3 è quello di portare i soccorritori a comunicare usando lo stesso linguaggio, gli stessi sistemi di valutazione e di scelta delle priorità.</p>
<p>Esistono diversi tipi di corsi Rescue 3 International:</p>
<p>1-Awareness (Consapevolezza)<br />
Corso destinato a diffondere nelle aree a rischio idrogeologico le conoscenze di base del soccorso in acqua e le norme di autoprotezione. Insegnare a tutti coloro che hanno un ruolo istituzionale nella tutela delle persone a loro affidate e in generale per la sicurezza dei cittadini, (presidi d’istituti scolastici, incaricati per la sicurezza di ospedali e strutture pubbliche, vigli urbani , etc.) su come comportarsi davanti ad uno scenario alluvionale e di soccorso in acqua. Dal riconoscimento dei pericoli alla chiamata di soccorso e la messa in sicurezza delle persone presenti nello scenario. Queste persone esercitano ad almeno tre metri dall’acqua e quindi in una fascia protetta definita appunto “zona fredda”.<br />
Il corso dura un giorno ma viene affiancato ad un’altra giornata nella quale affrontare scenari in cui esercitarsi ad intervenire adeguatamente.</p>
<p>2- Swiftwater Rescue First Responder<br />
Il corso per soccorritori fluviali e alluvionali di primo intervento è un corso operativo di livello base della durata di due giorni e destinato ai Volontari della Protezione Civile e altre organizzazioni di soccorso che provengono da aree a rischio idrogeologico. Personale destinato ad operare come supporto da riva alle manovre effettuate dai tecnici veri e propri che operano invece nell’acqua. I First Responders sono autorizzati ad intervenire nell’area a rischio compresa dalla sponda fino a tre metri sulla riva, in una fascia definta appunto “Tiepida” come potenzialità di rischio.<br />
Il corso per operatori First Responder è da ritenersi propedeutico e utile, ma non indispensabile, per accedere al corso per Tecnici SRT-1.<br />
Nelle due giornate di corso, 16 ore totali tra lavoro in aula ed esercitazioni, vengono insegnate le basi del primo intervento e dell’autoprotezione in ambiente fluviale e alluvionale.<br />
Sono materie del corso le tecniche di stabilizzazione da terra del pericolante in acqua e il ruolo di supporto dei First Responders alle squadre dei tecnici di soccorso.</p>
<p>3- SRT 1 (Swiftwater Rescue Technician 1)<br />
Corso per Tecnici di Soccorso Fluviale e alluvionale.<br />
E&#8217; un corso destinato al personale di soccorso dei corpi dello Stato (VVFF, Polizia Fluviale), ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa e altre organizzazioni che si occupano del settore. Altri destinatari i tecnici della Federazione Italiana Rafting, della Federazione Italiana Canoa Kayak, dell’Area Acquaviva UISP, della Federazione Italiana Canoa Turistica e i praticanti il diporto fluviale e il kayak d’alto corso.<br />
E’ un’evoluzione del Corso First Responder ma molto più approfondito proprio perchè trattasi di personale che acquisisce la qualifica di Tecnico ed è preparato ad operare in acqua, in quella che per intensità di rischio è definità “zona calda”..<br />
Delle trenta ore del corso la maggior parte sono esercitazioni pratiche che si svolgono in tre giorni.<br />
Vengono ripresi i concetti illustrati nel corso First Responder in maniera più approfondita, alcuni dei quali sono messi in pratica con una serie di prove e di scenari.<br />
L’acquisizione della certificazione First Responder è consigliato ma non indispensabile per essere ammessi al corso SRT1.</p>
<p>4- SRT-ADVANCED (Swiftwater Rescue Technician Advanced)<br />
Corso Avanzato per Tecnici di Soccorso Fluviale e Alluvionale.<br />
E’ un corso che si svolge in tre giorni più una ricerca da effettuarsi di notte. E’ il proseguimento e l’approfondimento di quelle che sono le materia del corso SRT-1 svolte in scenari complessi e pericolosi tali da formare dei tecnici in grado di soddisfare i severi standard delle squadre speciali di soccorso negli USA del NFPA ( National Fire Protection Association ).<br />
La partecipazione al corso è riservata a personale tecnico già in possesso del brevetto SRT-1.</p>
<p>Il prezzo del corso Rescue 3 International SRT1 è di 250,00 euro + IVA<br />
Particolari condizioni verranno riservate ai tecnici di alcune federazioni e associazioni con cui sono in corso di stipula protocolli d’intesa.</p>
<p>Articolo di Giovanni Dall&#8217;Oglio</p>
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		<title>Il team building attraverso il rafting</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 22:28:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molte imprese ricorrono al rafting per stimolare il lavoro di squadra&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte imprese ricorrono al rafting per stimolare il lavoro di squadra&#8230;</p>
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