Chissà che sensazione si prova quando si scende giù per una cascata, quando si arriva precisamente nel punto in cui il cuore sale in gola e lo stomaco sembra sprofondare, l’attimo prima di scendere. E’ tutto nella preparazione al momento, perché poi la discesa ti invade la  mente e per quel lasso di tempo non riesci a pensare a nient’altro. Prima però i pensieri sono molti e ti riempiono la testa mentre pagai mettendoci tutta la forza che hai in corpo per arrivare  a quella discesa.

La parola d’ordine è adrenalina, la seconda è coraggio, l’imperativo è osare e la finalità divertirsi con un pizzico di follia. Non solo rafting o hydrospeed, è possibile sfidare le rapide del fiume Nera in canoa. La cornice è sempre quella splendida della cascata delle Marmore in Umbria, niente di meglio se si vuole fare attività sportiva godendo però anche di un pregevole paesaggio a solo un’ ora di auto da Roma.

I segreti di una perfetta discesa in canoa

A differenza del rafting che non ha bisogno di alcuna esperienza pregressa per quanto riguarda la canoa fluviale c’è la necessità di effettuare alcune lezioni di preparazione. Basta avere tra i 18 e i 55 anni, saper nuotare, essere un minimo allenati e avere buone condizioni di salute; questi quattro requisiti sono sufficienti per iniziare.

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Il centro Rafting le Marmore offre quindi la possibilità di imparare questa disciplina, con il vanto di essere riconosciuta dalla Federazione Italiana Canoa Kayak, con maestri specializzati che seguiranno passo passo gli allievi durante le lezioni che in media hanno durata di circa tre ore e in gruppi organizzati composti da cinque o sei persone. Il centro è ovviamente aperto anche a coloro che praticano già un’attività agonistica e che vogliono passare una giornata tra rapide e cascate. Non c’è quindi da aver paura, il tutto è svolto in massima sicurezza sia per gli allievi che per gli istruttori tutti ottimamente preparati.

Le discese avranno come protagonista non solo il fiume: il Nera e il Corno nel caso specifico ma si potrà percorrere anche il letto del lago di Piediluco.

Al contrario del rafting che è essenzialmente uno sport di gruppo e che prevede un gommone, almeno quattro persone più la guida; in canoa si è generalmente soli, o al massimo in coppia. Si può scendere tramite due imbarcazioni simili ma sostanzialmente differenti: la canoa canadese che ha una propulsione a pagaia e il kayak che utilizza invece una pagaia a due pale. Nella canoa inoltre il canoista è in ginocchio mentre nel kayak è in posizione seduta.  In generale la specialità è divisa il discesa e slalom. La discesa è il “classico” attraversamento del fiume stando attenti ai vari ostacoli presenti, lo slalom invece prevede l’entrata attraverso delle porte divise in due colori: verde per l’attraversamento lungo la direzione di discesa, rossa invece che simboleggia l’attraversamento controcorrente. Per i più coraggiosi quindi c’è anche questa possibilità di prendere lezioni di canoa slalom, in questo caso l’impianto è presente nell’ultimo tratto del fiume Nera.

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Per chi decidesse di provare questa esperienza non c’è da preoccuparsi di nulla: ognuno può portare la sua attrezzatura e per chi non ne fosse in possesso c’è la possibilità di noleggiare tutto l’occorrente:  dal kayak al caschetto, dal paraspruzzi agli stivaletti di neoprene compresa la pagaia, la salopette in neoprene e la giacca ad acqua, il tutto presente all’interno del centro.

Questo sport, che può essere praticato indistintamente da uomini e donne è aperto anche ai meno fortunati. Il centro offre anche una bella opportunità a coloro i quali hanno alcuni handicap di poter provare il brivido e l’adrenalina della canoa grazie a lezioni per disabili.

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